Permacultura: come progettare orti domestici

Pubblicato il 31/01/2013 nella categoria: Impara
Permacultura: come progettare orti domestici

Abbiamo già parlato della permacultura in generale, e in particolare dei modelli e della pacciamatura. Siamo pronti per progettare il nostro orto!
Per orto domestico si intende un’area, più o meno grande a seconda del nostro stile di vita, nelle immediate vicinanze della casa e a frequenza quotidiana. Chi ha già un orto avviato sa bene quanto sia fondamentale pianificare in modo oculato e funzionale le zone di lavoro! 

Se ancora dovete impiantare un orto, ma anche se volete estendere l’area coltivata, dovete prima di tutto guardarvi intorno: prendete un tè, sorseggiate e osservate con calma… dove c’è più sole? Dove si forma il gelo d’inverno? Da dove arriva il vento? Ci sono zone d’ombra? In quali ore il sole illumina il terreno? Dovete individuare e ragionare sugli elementi esistenti: sentieri, cancelli, declini, recinzioni, sorgenti idriche, ma anche alberi e arbusti esistenti, esposizione e orientamento del terreno, perché tutto influenzerà la vostra futura produzione (abbondante!) e il vostro futuro lavoro (minimo!), pertanto è opportuno studiare bene prima e magari fare un piccolo schizzo dell’area interessata.

Una volta chiarite anche le aspettative in merito a quali verdure, erbe aromatiche e/o alberi da frutto intendiamo coltivare, dobbiamo mettere insieme tutti gli elementi raccolti e… disegnare un intreccio di linee curve tipo mandala!
L’orto in permacultura non è a filari: è un ricamo di aiuole, rampicanti disposti a tepee, fiori frammisti a verdure, in un caos policolturale gioioso e colorato: la permacultura vuole “onorare la vita e la complessità di ciò che esiste”, quindi scordate l’orto ordinato come siamo abituati a vederlo nell’agricoltura convenzionale perché “nel Caos soggiacciono opportunità non lineari per un ordine creativo” (”Permaculture. A Designer’s Manual”, Bill Mollison)

Quando progettiamo potremmo dover prevedere delle siepi frangivento da realizzare per esempio con bambù (di cui occorre tenere sotto controllo lo sviluppo radicale ma che fornisce un ottimo pacciame) o con topinambur (che oltre ad essere vistoso nella fioritura, ha radici commestibili!).

Le aiuole delle erbe aromatiche e delle insalate dovranno essere accessibili e vicine a casa, e potranno essere delimitate da verdure da bordura tipo: cipolle, finocchi, sedano, aglio (può essere utile lasciar andare a fiore alcune di queste piante e lasciarle propagare spontaneamente).

Le verdure a raccolta più frequente (zucchini, pomodori, carote, piselli, ecc) possono essere disposte in aiuole piuttosto strette (ma sempre ricurve!) che garantiscano un’accessibilità ottimale; i pomodori stanno bene in aiuole a “buco di serratura”: esternamente il topinambur crea una barriera frangivento, mentre all’interno basilico ed erba cipollina saranno a portata di mano, insieme a qualche tagete ed un bel nasturzio nano!
modello orto permacultura 

Le aiuole ampie servono invece per quelle specie a maturazione lunga e raccolta concentrata, ad esmepio patate, porri, zucche.

Per quanto riguarda le piante rampicanti – non solo – i graticci o i pergolati sono una soluzione magnifica che, oltre ad ottimizzare lo spazio, può avere funzioni diverse: si possono usare i graticci per formare una recinzione, per creare una zona ombrosa o addirittura diventare una struttura a pergola stabile (es. con vite o actinidia). Le piante che si prestano ad essere disposte su graticci sono i fagioli rampicanti, la passiflora, le zucche (sostenendone in reti i frutti) e altre ancora.

permacultura tepee fagioli 

Già che ci siamo potremmo prevedere anche uno specchio d’acqua: un piccolo stagno completo di ninfee che a breve avrà attirato rane predatrici di insetti e salamandre trasformandosi in un complesso ecosistema! Naturalmente lo stagno lo si può fare da soli: basta fare una buca piuttosto profonda, rivestirla con un telo plastico piuttosto pesante e riempirlo d’acqua, qualche sasso, un vaso di ninfee e il resto verrà da sé!

Foto: London permaculture

 

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