Come misurare il pH del terreno

Pubblicato il 06/02/2013 nella categoria: Impara
Come misurare il pH del terreno

La fertilità di un suolo è il risultato di un complesso sistema di fattori chimici, fisici e biologici; più essi sono favorevoli, più il terreno sarà produttivo e adatto alla coltivazione. Uno di questi è sicuramente il pH, responsabile della fertilità chimica del suolo. La sua variazione determina infatti la possibilità che nella soluzione circolante del terreno siano presenti e disponibili i nutrienti di cui le piante necessitano.

Vi starete chiedendo se è fondamentale conoscere il pH del vostro terreno. Se riuscite a coltivare delle piante e a godere di un buon raccolto a fine stagione senza particolari interventi, la risposta probabilmente è no. Fortunatamente la maggior parte dei terreni coltivati ha pH prossimo alla neutralità, lievemente acido o basico, quindi idoneo alla vita delle piante agrarie.
Per chi invece qualche problemino ce l’ha, sapere qual è il pH del proprio orto potrebbe indirizzarlo verso lavorazioni, concimazioni ed irrigazioni più specifiche ed efficaci, ma soprattutto nella scelta più oculata delle specie da coltivare.

È indubbio che con un’analisi di laboratorio o con l'uso di apposita strumentazione (piaccametro) si possono ottenere risultati precisi, ma potrebbero rivelarsi soluzioni non proprio a buon mercato.Vediamo allora come è possibile ottenere risultati abbastanza precisi, senza spendere un capitale e magari divertendovi pure!

Vi basterà acquistare delle cartine tornasole, le potete trovate nei negozi di prodotti per l’agricoltura o in farmacia, dotarvi di acqua distillata e di un piccolo contenitore a tenuta che potete chiudere.

Scegliendo un punto del vostro orto dove il terreno si presenti uniforme, raccogliete un campione di terra dai primi 30 cm di suolo, che corrispondono allo strato più attivo e maggiormente sfruttato dalle radici, scartando però i primi 5 cm in superficie, troppo esposti alle condizioni ambientali e quindi potenzialmente alterati. Per la stessa ragione non utilizzate terreno da poco lavorato o concimato.
Ripulite la terra che avete raccolto da residui radicali, sassi ed altri corpi estranei e sbriciolatela il più possibile.
Nel contenitore unite due parti di acqua distillata con una di terra, ad esempio una tazzina di terra e due di acqua. Chiudete e agitate bene. Dopo un po’, quando la terra si sarà sedimentata sul fondo, immergete la cartina tornasole nell’acqua e, passato il tempo suggerito dalla confezione, verificatene la colorazione. Non fatelo sotto una luce artificiale, potrebbe falsare la percezione del colore reale.

Per chi non si vuole cimentare in sperimentazioni dirette, ma è dotato di spirito di osservazione e di una buona conoscenza delle piante spontanee può “leggere” il pH deducendolo dal tipo di vegetazione che cresce nel terreno. Un suolo a comportamento acido ospiterà solo o soprattutto specie acidofile, come l’erica, alcune felci ed il lupino selvatico, al contrario, se il terreno è a reazione basica, si troveranno la sulla, la salicornia, la tamerice.

Se infine coltivate delle comuni ortensie, sarà ancora più semplice intuire il pH del suolo: i fiori infatti si colorano di azzurro solo in presenza di suoli acidi dove è massima la disponibilità di alluminio, responsabile di quella colorazione.

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