che ne pensate del metodo Manenti per la fertilità del terreno?

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asked Apr 15, 2013 by Dulcamara Malatesta

Cari tutti,

 

alcuni amici miei che di mestiere fanno i contadini e cercano sempre nuovi metodi sostenibili sono appena stati in visita all'azienda Manenti di Sostegno (Biella), che vanta 30 anni di coltivazione senza input di fertilizzanti.

I Manenti hanno scritto anche un libro; i dettagli li trovate qui: http://www.lef.firenze.it/index.php?IDS=2&IDSS=11&Collana=&IDC=C582&View=1

Ecco invece la relazione dei miei amici (estratta dal bollettino degli agricoltori della Vesima (GE)). Credo sia molto interessante e avrei piacere di un vostro parere; se poi qualcuno mi spiega anche cosa sono gli alveoli... grazie! DM


-------- Messaggio originale --------
Oggetto:        buletìn da Vêzima du 13 de arvì 2013
Data:   Thu, 11 Apr 2013 10:43:39 +0200
Mittente:       contadini <contadini@lavesima.it>
A:      contadini@lavesima.it



Cari Vesimini, cari amici nostri e della Vesima,

ci sentiamo un po' come dei tolemaici dopo che han fatto visita a
Copernico...

*Rivoluzione agronomica*

La gita di domenica all'azienda agricola Manenti di Sostegno (Biella) è
stata entusiasmante come ogni rivoluzione, ma ora ci resta da mettere
insieme i pezzi e rivoluzionare, oltre che il nostro pensiero, pure le
nostre pratiche. Ciàn cianìn, s'intende!

Dei numerosi stravolgimenti del senso agricolo comune che Gigi e sua
moglie Cristina ci hanno presentato, supportati da precise e fondate
(sono entrambi di formazione epistemologi) argomentazioni tecniche e da
dei campi che testimoniavano ampiamente che ciò che dicevano non erano
astrazioni, vi riportiamo questi:


  * il letame non solo è inutile, ma spesso anche dannoso: la fertilità
    dei terreni deriva dal surplus di carbonio che le piante portano nel
    terreno con la fotosintesi, più di quello di cui hanno bisogno, e
    dai funghi e batteri che, se le condizioni lo permettono (e il
    letame non lo permette), proliferano nei suoli.

  * la terra va arieggiata in profondità dopo ogni coltura, badando a
    non stravolgerne gli strati

  * non è necessario effettuare rotazioni: un loro campo che da sei anni
    ospita patate finocchi e poi patate e finocchi e così via dà ogni
    anno risultati migliori

  * riempire gli interstizi di terra liberi fra pianta e pianta con
    altre piante commestibili riduce la produttività totale.

  * Le piante spontanee giocano un ruolo fondamentale per la
    biodiversità dei campi e per il lavoro di cattura del'energia
    solare, e vanno controllate solo quando competono per luce e aria
    con quelle coltivate. Addirittura, (“ma di questo non so perché”) se
    vanno in seme invece di “infestare” il terreno ne aumentano la
    fertilità per le colture successive.

  * La pacciamatura organica è fondamentale nei camminamenti ma è
    facilmente dannosa nelle aiuole coltivate, poiché può sottrarre
    azoto per decomporsi e portare malattie al colletto delle piante
    coltivate.

  * Coltivando così non è necessario alcun trattamento sulle piante.

  * Le piantine da vivaio contenute negli alveoli rendono molto meno di
    quelle nate nei cubetti, perché le radici tendono ad avvoltolarsi
    lungo le pareti dell'aleveolo, e una volta avvoltolate perdono la
    loro forma naturale.

In sostanza, ci ha insegnato Gigi, è bene fare a meno del letame, purché
lo si sostituisca con un arieggiamento frequente e accurato del terreno.
Proprio qui sta la questione più delicata da verificare sui nostri
terreni: visto che non possiamo usare il ripuntatore tirato da trattori
con cui arieggia Gigi, dobbiamo vedere se coi nostri mezzi manuali (il
nostro fabbro di fiducia Aldo ne sta già progettando di nuovi)
riusciremo a arieggiare a sufficienza il terreno. Ancora, dovremo
cercare un vivaio biologico che faccia cubetti...

Se riusciremo a far funzionare il metodo Manenti, prima di tutto nelle
nostre teste, e poi nei nostri campi, avremo grandi vantaggi, fra cui,
forse, redditi più adeguati al lavoro che facciamo. Avremo in aggiunta
la fatica di lavorare più spesso la terra, ma in cambio alleggerimento
da molti lavori che Gigi sostiene inutili.

Di altri aspetti della giornata di domenica vi parleremo nei prossimi
buletìn. Se vi interessa approfondire il metodo Manenti vi invitiamo ad
acquistare il loro libro “Alle radici dell'agricoltura” (editore LEF), a
visitare il loro sito <http://www.aziendagricolamanenti.it/>, e dopo a
organizzare una gita a Sostegno, con queste
<http://www.aziendagricolamanenti.it/visite-e-corsi_3506917.html>**modalità.
(red.)

................

Alegri!

I contadini della Vesima
 

 

 

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3 Answers

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answered Apr 15, 2013 by Reiko Endo
Ciao Dulcamara,

alveori penso che indichino "contenitore alveolato".

Mi sembra che il punto chiave di questo metodo stia in questa frase: "la terra va arieggiata in profondità dopo ogni coltura, badando a  non stravolgerne gli strati". Ma veramente non posso immaginare come si puo' arieggiare in profondita' senza stravolgere gli strati... tu ne hai idea?

E' interessante, e' quasi contrario di metodo Fukuoka o metodo sinergico (penso che uno dei punti chiave di questi metodi e' non lavorare la terra), ma il risultato e' simile...
Sì, è una cosa strana. Dario P. (che ha scritto la relazione) e Philippe (che mi ha inoltrato il messaggio facendo ulteriori commenti, che ho tagliato per brevità) sono le persone più attive in provincia di Genova e forse in tutta la Liguria nella diffusione del cippato e quindi della copertura e del non-intervento sui primi 10-15 cm di profondità del terreno. Vederli così interessati mi stupisce! Ora leggo il libro e vi racconto di più. Se siete curiosi potete comprarlo anche voi! Non so se sia possibile acquistarlo dal Giappone, ma di sicuro il prezzo in partenza non è alto, quindi se decidi (tu e altri amici) di acquistarlo, dopo possiamo confrontare le impressioni. Ora vedo se riesco a organizzare una visita all'azienda (durante l'estate), per capire meglio. Vi terrò aggiornati!
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answered Apr 15, 2013 by michele m
Dulcamara gli alveoli sono i contenitori delle piantine dove quando tiri fuori le stesse trovi le radici abbastanza aggrovigliate,a questo punto penso che si potrebbe optare a contenitori piu ampi in maniera che le radici possano crescere liberi.cosa sono i cubetti o meglio come sono fatti e quanto grandi?

Cose' il puntatore del trattore che arieggia la terra in profondita' senza rompere in superfice?
Ciao Michele, grazie!! Neanche io so bene di che strumento si tratti. Dalle parole di Dario P. sembra di capire che non sia un attrezzo facile da adattare per la coltivazione a mano. Ma comprerò il libro al più presto e vi racconterò un po' di cose se siete interessati. Di sicuro questi amici che hanno fatto la visita e scritto la relazione con l'agricoltura ci campano; lavorano da anni con il cippato e qualcuno di loro fa agricoltura sinergica - quindi non sono dei principanti. Eppure il metodo Manenti sembra averli sorpresi parecchio. Per questo mi interessa così tanto.
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answered Apr 17, 2013 by Rita Zambonini
ciao Dulcamara,

io sono molto digiuna in fatto di tecniche agricole, x ora mi sto informando.

il mio interesse è del tutto hobbistico, anche se mi sarebbe piaciuto fare agraria...invece di meccanica e lavorare in informatica. gulp!

osservando la natura sembrerebbe che davvero "non è necessario effettuare rotazioni ..."

nel piccolo orticello che coltivo pare proprio che dove non si cambia coltura le cose vengano più rigogliose.

resto in attesa degli aggiornamenti ;-)
Grazie mille e scusa se ho trovato la notifica soltanto adesso! Molto curioso e interessante quel che mi scrivi. Nel frattempo mi è arrivato il libro. Spero di avere presto tempo di leggerlo. Vi terrò informati. Per quel che costa (pochissimo, specie su Abebooks), se siete curiosi potreste acquistarlo voi stessi. Comunque vi racconto appena possibile!
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